CURARLI O SOSTITUIRLI?

La tendenza nel settore dei pesci ornamentali da parte dei proprietari e’ quella di curare direttamente i propri pesci eseguendo un pericoloso processo diagnostico spesso privo di alcuna diagnosi strumentale in grado di evidenziare in modo sicuro la problematica sottostante ma che si basa sull’esperienza magari pluriennale, sul consiglio di un amico o del negoziante o cercando informazioni su forum di appassionati o su siti internet le cui fonti non sono scientificamente verificabili.

Ecco a mio avviso in questo modo non si fa altro che mettere in serio repentaglio la vita dei pesci ornamentali con il rischio di perderli e disamorarsi rapidamente di questo fantastico hobby. E’ facile infatti non riuscire ad individuare la patologia sottostante e quindi effettuare una terapia errata, a volte a livello di principio attivo e a volte a livello di posologia.

E’ pero’ interessante sapere che i pesci ornamentali possono essere curati in modo efficace grazie ai costanti progressi della medicina dei pesci e che la figura che per abilitazione professionale se ne puo’ occupare e’ il medico veterinario che abbia avuto modo di approfondire la medicina dei pesci, una materia non trattata dai normali percorsi universitari di laurea in medicina veterinaria in cui gli unici pesci studiati sono quelli per uso alimentare.

Dato quindi per assunto che i pesci ornamentali possono essere curati resta ora da capire cosa porta i proprietari a rivolgersi ad un medico veterinario esperto di medicina dei pesci per curare i loro pesci.

Le ragioni a mio avviso si possono raggruppare in due categorie: una di tipo affettivo e una di tipo economico.

Per tutti i proprietari che hanno instaurato un legame affettivo con i propri pesci senza dubbio la motivazione che li spinge a prendersi cura dei propri pesci e’ affettiva. Per loro infatti i pesci ornamentali che allevano nei loro acquari d’acqua dolce o marina o nei loro laghetti sono dei veri e propri animali domestici e quindi risulta naturale prendersene cura, a maggior ragione quando i loro beniamini non stanno bene.

Ci sono poi proprietari che valutano maggiormente l’aspetto economico e volendo preservare l’investimento ingente in pesci ornamentali (si pensi ad esempio ad esemplari di KOI dal costo di svariate migliaia di Euro) non esitano a contattare il medico veterinario esperto in medicina dei pesci per curare i loro pesci in caso di malattia, di problematiche di gestione o di trattamenti profilattici.

E tu cosa fai quando i tuoi pesci presentano problematiche di salute?

Fai da te diagnostico e terapeutico o ti rivolgi ad un veterinario esperto di medicina dei pesci?

Per saperne di piu’ non esitare a contattare il Veterinario dei Pesci

LA CHIRURGIA DEI PESCI

Anche i pesci possono necessitare di interventi chirurgici per la rimozione di cisti, di neoformazioni benigne o maligne, per suturare ferite o per pulire ulcere cutanee e ascessi.

La medicina dei pesci ha negli anni effettuato notevoli progressi circa le conoscenze riguardanti l’analgesia e l’anestesia nei pesci e pertanto sono ora disponibili protocolli che consentono di raggiungere i vari stadi dell’anestesia fino al piu’ profondo che e’ quello detto chirurgico in cui l’animale perde ogni riflesso, rallenta la frequenza respiratoria e la frequenza cardiaca e non prova dolore. 

Per raggiungere l’anestesia chirurgica il pesce viene posto in una soluzione contente una quantita’ determinata di un farmaco anestetico solubile in acqua che agisce inducendo l’anestesia in 5 – 10 minuti. 

Una volta raggiunta l’anestesia chirurgica il pesce viene posto su di un apposito tavolo operatorio, irrorato costantemente sul corpo per evitare la disidratazione della cute e sottoposto all’intervento di cui necessita. 

Per mantenere il piano di anestesia chirurgica le branchie del pesce vengono costantemente irrorate con acqua contente una determinata concentrazione di anestetico e ovviamente l’ossigeno necessario al pesce per poter mantenere le sue normali funzioni vitali anche fuori dall’acqua. Viene creato un circuito che da una vasca sottostante preleva il flusso d’acqua con anestetico e lo immette mediante un tubo di calibro appropriato nella cavita’ orale del pesce che e’ in comunicazione con le branchie.

Gli interventi durano da 5 -10 minuti a circa 1 ora nei casi piu’ complessi come ad esempio asportazione di neoformazioni in sede addominale.

Quando necessario come ad esempio in caso di dieresi per accedere alla cavita’ addominale al termine della procedura vengono apposti punti di sutura per chiudere la ferita chirurgica e consentirne una rapida cicatrizzazione.

Al fine di evitare infezioni batteriche secondarie al pesce viene somminstrata una terapia antibiotica ad ampio spettro e a lento rilascio che fornisce una copertura antibiotica per circa 2 settimane senza la necessita’ di effettuare trattamenti topici o bagni antibiotati che potrebbero stressare il pesce .

Data la peculiarita’ dei pesci che vivono in acqua e la difficolta’ del loro trasporto, la maggior parte degli inteventi chirurgici viene effettuata presso il domicilio del proprietario.

Ecco il video che illustra le fasi di asportazione chirurgica di una neoformazione in un pesce rosso

Vuoi saperne di piu’ o richiedere un preventivo per un intervento ad un tuo pesce? Non esitare a contattare il Dott. Marcello Balzaretti

CONSIGLI PER SCEGLIERE UN PESCE SANO

Oltre a maturare le competenze e le esperienze per creare e a gestire in maniera adeguata la vasca un altro aspetto fondamentale per chi alleva pesci ornamentali e’ quello che riguarda la scelta di esemplari in salute da introdurre nella vasca.

L’argomento e’ estremamente ampio ma in questo articolo intendo approfondire solo gli aspetti che riguardano la scelta di un esemplare in salute.

Innanzi tutto occorre documentarsi sulle esigenze vitali della specie che si intende allevare e una volta deciso cosa acquistare ci si reca presso il fornitore prescelto per effettuare l’acquisto.

Una scelta affrettata oppure effettuata senza la verifica di determinati aspetti della salute del pesce da introdurre possono portare a conseguenze gravi. Se non si e’ in grado di effettuare una scelta in autonomia puo’ essere utile farsi consigliare da appassionati con comprovata esperienza o da un veterinario esperto nella salute e nel benessere dei pesci ornamentali.

QUALI ASPETTI VANNO APPROFONDITI IN NEGOZIO?

-Lo stato di gestione delle vasche del negoziante o venditore: se le vasche sono poco curate e’ molto verosimile che i pesci ospitati possano avere problematiche di salute piu’ o meno evidenti al momento dell’acquisto. Il mio consiglio in questo caso e’ di cambiare  fornitore.

-Il comportamento dei pesci: i pesci devono nuotare normalmente e cibarsi (chiedere a chi vi vende i pesci di alimentarli di fronte a voi). Se i pesci si comportano in maniera anomala, alcuni si isolano o non mangiano evitare di acquistarli

-L’aspetto esteriore dei pesci: il corpo dei pesci deve avere la tipica colorazione della specie e non deve presentare macchie, puntini, aree arrossate e aree rilevate ne’ tantomento parassiti sulla cute. Le pinne devono essere ben spiegate e devono avere margini integri. Inoltre l’esemplare deve mostrare un adeguato stato di nutrizione: un addome incavato e profili ossei in vista indicano che l’esemplare non e’ ben nutrito e quindi va scartato.

COMPRARE ON LINE

– l’acqusito on line o comunque a distanza e’ ancora piu’ rischioso in quanto non si ha la possibilita’ di esaminare con i propri occhi lo stato di salute del pesce da acquistare. In questo caso e’ consigliabile rivolgersi a negozianti di comprovata affidabilita’ e farsi inviare immagini e video dettagliati degli esemplari da acquistare. 

E POI?

All’arrivo i pesci vanno quarantenati se devono essere immessi in una vasca che contiene gia’ altri esemplari e comunque osservati attentamente per valutare eventuali problematiche legate alla loro salute.

In caso di dubbi consiglio di rivolgersi ad un medico esperto di medicina dei pesci e di non provare terapie senza una reale base diagnostica e con posologie di cui non e’ possibile verificare la fonte bibliografica. 

LA MALATTIA DEL BUCO

La malattia del buco (HITH) – Erosione della testa e della linea laterale (HLLE)

La malattia del buco e’ una dermopatologia che si presenta come una serie di aree cutanee erose in profondita’ nella regione del capo e della linea laterale e che colpisce i ciclidi (Discus, Scalari e Astronotus) e esemplari di acqua marina (ad esempio Pomacanthus maculosus). Inizialmente le aree colpite sono di piccole dimensioni ma se non viene trattata le aree tendono ad ingrandirsi. Di per se’ la patologia non e’ mortale ma apre la strada ad infezioni batteriche secondarie e inficia pesantemente l’estetica degli esemplari colpiti.

E’ una patologia multifattoriale in cui sono implicati i seguenti fattori:

Alterazione della flora microbica intestinale originata da una massiccia proliferazione di protozoi flagellati del genere Spironucleus che vengono ritrovati nelle feci dei soggetti colpiti. L’intestino di questi pesci diventa infiammato e non e’ in grado di funzionare correttamente e quindi non riesce ad assorbire al meglio le sostanze nutritizie contenute negli alimenti somministrati.

Alimentazione errata o comunque non varia e povera di proteine. In letteratura viene citato un caso di pesci con questa patologia che venivano alimentati con un mangime secco scaduto da oltre 2 anni. Da notare che anche l’alimentazione errata puo’ scatenare una profonda alterazione della flora intestinale che consente ai protozoi flagellati del genere Spironucleus di replicarsi rapidamente.

Filtrazione con carbone attivo e’ stato dimostrato come un fattore importante nel causare questa patologia. Il carbone attivo infatti agisce rimuovendo importanti tracce di oligoelementi che sono utili per la normale funzionalita’ dei processi riparaivi della cute che pertanto viene ad essere danneggiata.

Come risolvere questa patologia?

Bisogna intervenire andando a rimuovere i fattori alla base della patologia. 

1) verificare la presenza di flagellati nelle feci e in caso di positivita’ effettuare gli appositi trattamenti.

2) formulare una dieta adeguata alle esigenze dei pesci allevati e utilizzare alimenti di di prima scelta.

3) Rimuovere il carbone attivo ed effettuare un cambio totale dell’acqua.

Le aree erosive sulla testa e sulla linea laterale,una volta rimossi i fattori scatenanti, tendono a richiudersi spontaneamente a distanza di 15/30 giorni. 

Se pensi che i tuoi pesci soffrano di questa patologia ti consiglio di evitare trattamenti fai da te senza una diagnosi effettuata da un medico veterinario esperto di medicina dei pesci. La possibilita’ di effettuare una diagnosi sbagliata e’ elevata e il rischio di somministrare trattamenti errati e’ altrettanto elevato. 

I PROBLEMI DI GALLEGGIAMENTO DEL PESCE ROSSO

Ho deciso di scrivere questo breve articolo perche’ vengo spesso contattato da proprietari di pesci rossi per risolvere problemi di galleggiamento dei loro amati animali d’affezione.

Quale la sintomatologia?

Dopo il pasto il pesce tende a galleggiare (nelle forme piu’ gravi) o ad affondare e in ogni caso con il nuoto non riesce a mantenere una posizione stabile nella colonna d’acqua.

Oranda con infiammazione della vescica natatoria
ORANDA CHE GALLEGGIA A CAUSA DELL’INFIAMMAZIONE CRONICA DELLA VESCICA NATATORIA

Qualora non si intervenga la sintomatologia puo’ diventare cronica causando un quasi costante galleggiamento dell’esemplare che ne e’ affetto che deperisce rapidamente e muore.

Ispessimento della parete del lobo craniale della vescica natatoria in un caso di cronicizzazione della patologia

Quali le cause?

La forma del corpo di particolari varieta’ di pesce rosso e’ un fattore predisponente per l’infiammazione della vescica natatoria: gli Oranda e tutte quelle varieta’ con un corpo molto corto sono particolarmente suscettibili a questa problematica in quanto i visceri sono compressi in uno spazio troppo ristretto. Piccole alterazioni del volume dell’intestino si ripercuotono immediatamente sulla funzionalita’ della vescica natatoria.

La sovra alimentazione dei pesci aumenta la pressione a livello addominale rallentando il flusso degli alimenti a livello intestinale, il che puo’ generare proliferazioni batteriche che causano a loro volta un’infiammazione della vescica natatoria. Mangimi galleggianti (in pellet e in fiocchi) possono altresi’ alterare il normale transito intestinale con ripercussioni sulla vescica natatoria.

Come intervenire

Innanzitutto non cibare i pesci per 3 giorni.

Alzare la temperatura dell’acqua a 22-24 gradi C per favorire il metabolismo dei pesci.

Valutare con un medico veterinario esperto in medicina dei pesci se e’ il caso di somministrare una terapia antibiotica mediante immersione prolungata, bagno o iniezione intra muscolare o intra peritoneale.

Come prevenire

Verificare che la quantita’ di cibo somministrata sia adeguata al peso dell’animale e che sia suddivisa in 3 o 4 porzioni al giorno.

Eliminare gli alimenti che hanno causato la problematica.

Somministrare una dieta varia costituita da verdure sbollentate, artemia salina, dafnia e Cyclops surgelati. Somministrare anche piselli sbollentati e sbucciati che sono ricchi di fibre e che accelerano lo svuotamento intestinale.

Effettuare 1 o 2 giorni di digiuno a settimana

Mantenere ottime condizioni ambientali con frequenti e importanti cambi d’acqua. I parametri chimico fisici dell’acqua vanno controllati e in caso di aumento delle sostanza azotate bisogna verificare il corretto funzionamento del filtro ed effettuare i necessari cambi d’acqua per portare a zero le sostanze azotate

Se la sintomatologia non scompare in 1 -2 giorni e’ consigliabile richiedere la consulenza di un veterinario esperto in medicina dei pesci per scongiurare una cronicizzazione di questa patologia.

IL FILTRO BIOLOGICO: L’ABC

L’acquario e’un ambiente chiuso al cui interno il filtro biologico riveste un ruolo fondamentale per degradare le sostanze derivanti dal metabolismo dei pesci, gli avanzi di cibo, piante e eventuali pesci morti.

Senza un filtro biologico attivo e maturo le sostanze azotate si accumulano rapidamente nella vasca causando un avvelenamento e una morte dei pesci.

Quale filtro scegliere?

Si puo’ optare per un acquario con un filtro interno incorporato oppure per un filtro esterno o per un filtro percolatore.

Ognuna di queste soluzioni presenta pregi e difetti pertanto conviene effettuare una attenta scelta della soluzione piu’ in linea con le proprie necessita’.

Quale volume deve avere il filtro biologico?

Il filtro biologico deve avere un volume pari al 10-15% del volume della vasca quindi ad esempio per una vasca da 100 lt il volume del filtro sara’ di 10 – 15 lt.

Quale volume deve avere il materiale filtrante?

Il material filtrante deve avere un volume pari a circa il 3% del volume della vasca pertanto una vasca da 100 lt avra’ material filtrante pari a 3 litri.

Quale portata deve avere la pompa?

Una pompa troppo potente causa un flusso d’acqua all’interno del filtro troppo veloce e non consente ai batteri nitrificanti di degradare i composti azotati in modo efficace mentre una pompa con una portata troppo bassa causa un inadeguato ricircolo nel filtro con conseguente inadeguata denitrificazione.

La portata in Lt/h della pompa si calcola moltiplicando il volume del material filtrante necessario (3 lt nel nostro caso) per 100. Si ottiene quindi che in una vasca da 100 lt con 3 lt di materiale filtrante la pompa deve avere una portata di 300 lt/h

La maturazione del filtro

Quando un nuovo acquario viene allestito il filtro ha necessita’ di maturare: i batteri nitrificanti si devono insediare nel materiale filtrante e per poter essere attivi e svolgere la loro funzione di degradazione delle sostanze azotate devono essere nutriti con sostanze azotate (cibo) in assenza di pesci. Questo processo dura fino a quando mediante misurazione dei composti azotati si arrivano ad avere valori pari a zero di ammoniac/azoto, nitriti. I nitrati tendono ad accumularsi e vengono utilizzate dalle piante come fonte di nutrimento oppure devono essere rimossi cambiando l’acqua. 

Quanto impiega un filtro a maturare?

Il tempo necessario per una corretta maturazione e’ in funzione di diverse variabili e pertanto non si puo’ fornire dati precisi ma un metodo per verificarlo: inserire starter batterici e colture batteriche, nutrire il filtro inserendo mangime in piccole quantita’ e misurare i valori delle sostanze azotate. Annotare i valori: si avranno rispettivamente 3 picchi: quello di ammoniaca/azoto, quello di nitriti e quello di nitrati. Al termine di quello dei nitrati il filtro risultera’ attivo e la vasca pertanto sara’ pronta ad accogliere i pesci. Il consiglio e’ quello di monitorare con elevate frequenza i valori delle sostanze azotate, di inserire progressivamente i pesci e di nutrirli sempre con una quantita’ adeguata di cibo che viene consumata in 2 minuti.

La manutenzione del filtro

Il materiale del filtro con funzione meccanica (lana di perlon e spugne ) deve essere sciacquato in acqua di acquario quando tende ad intasarsi.Il cuore del filtro e quindi il materiale su cui sono insediati i batteri nitrificanti non deve mai essere sciacquato in quanto verrebbero rimosse le colonie e si ripartirebbe da zero.

Hai necessita’ di valutare la funzionalità del tuo filtro biologico o vuoi progettare un filtro biologico per il tuo acquario?

Non esitare a contattare IL VETERINARIO DEI PESCI!

LA MEDICINA DEI PESCI

Quante volte hai provato a curare le malattie dei tuoi pesci ornamentali cercando di interpretare la sintomatologia e applicando una terapia grazie alle informazioni reperite su internet?

E quale e’ stato il risultato?

A mio avviso per il rispetto e per la tutela della salute dei tuoi pesci questa tendenza al “fai da te diagnostico e terapeutico” causa danni gravi che possono compromettere la vita stessa dei pesci in quanto le terapie cosi’ applicate sono prive di un’indagine diagnostica accurata e di una terapia la cui efficacia sia scientificamente provata. 

Che valore ha la salute dei tuoi pesci?

In caso di malattie dei tuoi pesci tropicali di acqua dolce o di acqua salata, dei tuoi pesci rossi o delle tue preziose Koi puoi rivolgerti al Dott. Marcello Balzaretti – IL VETERINARIO DEI PESCI per richiedere una consulenza da parte di un medico veterinario esperto nella diagnosi e nel trattamento delle malattie dei pesci ornamentali. La medicina dei pesci ha negli ultimi anni fatto importanti progressi grazie all’evoluzione delle strumentazioni diagnostiche. Oggi infatti si può facilmente effettuare un esame radiografico, ecografico o una risonanza magnetica al tuo pesce per individuare meglio la patologia da cui e’ affetto: dopo aver indotto l’ anestesia in una opportuna soluzione contenente un farmaco anestetico il pesce può essere sottoposto ad eventuali medicazioni topiche come ad esempio pulizia e disinfezione delle ulcere delle KOI, ad esami diagnostici oppure a veri e propri interventi chirurgici per rimuovere eventuali masse tumorali che incidono negativamente sulla qualità’ della sua vita.

Il costo delle prestazioni veterinarie cui possono essere sottoposti i pesci ornamentali e’ del tutto comparabile a quello normalmente sostenuto dai proprietari di altri animali domestici come ad esempio il cane e il gatto.

Sei stanco di provare a curare senza successo i tuoi Discus, i tuoi pesci ornamentali, le tue KOI, i tuoi pesci rossi o i tuoi caridine? L’applicazione di un protocollo scientifico di diagnosi e di terapia ti consente di ottenere risultati diversi.

NON AFFIDARTI A FONTI NON SCIENTIFICAMENTE VERIFICATE: CONTATTA IL VETERINARIO DEI PESCI

I PARAMETRI CHIMICO FISICI DELL’ACQUA DELL’ACQUARIO

Il controllo dei parametri chimico fisici dell’acqua dell’acquario e’ fondamentale per capire se il nostro acquario si trova in condizioni di equilibrio o e’ necessario intervenire per modificare condizioni inadeguate per la vita dei nostri pesci.

QUALI PARAMETRI E’ OPPORTUNO CONTROLLARE?

Temperatura: Utile valutare che la temperatura sia ideale per le specie allevate e che non subisca sbalzi repentini a causa ad esempio di mancato funzionamento del riscaldatore o a introduzione di acqua piu’ fredda o piu’ calda

pH: il pH misura la concentrazione degli ioni idrogeno e da’ importanti indicazioni circa l’acidita’ o la basicita’ dell’acqua. Non esiste un valore ottimale di pH in assoluto ma bisogna mantenere il range di pH idoneo per le specie allevate.

Le piante producono anidride carbonica che reagisce con l’acqua formando diossido di carbonio che acidifica il pH. Nelle prime ore della mattina pertanto il valore del pH se ci sono piante raggiunge i livelli piu’ bassi.

Per acidificare il pH si fa ricorso alla filtrazione mediante torba mentre per alcalinizzare il pH si inseriscono carbonati.

La durezza carbonatica (KH) e’ l’espressione della capacita’ di tamponare le fluttuazioni in basso del pH causata da elementi acidi (ad esempio dal diossido di carbonio) da parte degli ioni bicarbonato,carbonato bisolfato, solfato e borato. I filtri biologici con la nitrificazione rimuovono continuamente i sali che vanno pertanto rimpiazzati opportunamente per mantenere un corretto effetto tampone.

La durezza totale (GH) misura la concentrazione di sali di calcio e di magnesio e i suoi valori sono cosi schematizzati

0-4° acqua molto molle

4-8° acqua molle

8-12° acqua medio dura

12-18° acqua abbastanza dura

18-30° acqua dura

>30° acqua molto dura

Ammoniaca: Viene prodotta dal metabolismo dei pesci che la liberano attraverso le branchie e dalla decomposizione dei residui organici e del cibo in eccesso. A livelli di 0,2 -1 mg/lt l’azoto in forma libera e’ tossico.

Maggiore e’ alcalino il pH maggiore e’ l’azoto presente in forma libera e quindi tossico. In caso di valori >0,2-1 mg/lt e pH 7,5-8,5e’ consigliabile effettuare cambi d’acqua del 25-50% per ridurre la concentrazione di azoto e quindi i rischi di intossicazione acuta.

Nitriti: Sono le sostanze di scarto del processo di nitrificazione operato dai batteri nitrificanti (Nitrosoma e Nitrobacter) a partire dall’ammoniaca. Alti livelli di nitriti (>1,6 mg/lt)hanno esiti letali. La concentrazione ideale e’ di 0-0,2 mg/lt.

Nitrati: Rappresentano l’ultimo composto che residua dalla trasformazione dei nitriti da parte dei batteri nitrificanti presenti nel filtro biologico. Sono molto meno tossici dei nitrati ma in ogni caso devono essere mantenuti in un range di 20-60 mg/lt. Le piante acquatiche prosperano utilizzando i nitrati come nutrimento e contribuiscono a ridurne il livello anche se il migliore metodo per evitarne l’accumulo e’ effettuare frequenti cambi d’acqua della vasca.

Fosfati: Derivano soprattutto dalle feci dei pesci specialmente se il mangime e’ di bassa qualita’ ed e’ scarsamente digerito. Altre fonti di fosfati sono i residui organici di mangime in eccesso, piante e animali in decomposizione.

Ossigeno disciolto: Deve essere mantenuto in concentrazione > 5mg/lt canche quando la densità’ della popolazione nella vasca aumenta come anche quando la temperatura aumenta.

Hai bisogno di una consulenza sui parametri della tua vasca o del tuo laghetto per carpe KOI?

NON IMPROVVISARE E CONTATTA IL VETERINARIO DEI PESCI

LA CORRETTA DIMENSIONE DI UN ACQUARIO

LA SCELTA DELLA DIMENSIONE DELL’ACQUARIO E’ DA METTERE IN RELAZIONE CON QUANTITA’ DI PESCI OSPITATI E CON LE LORO ESIGENZE SPECIFICHE.

LA REGOLA DI BASE CUI FARE RIFERIMENTO E’ QUELLA PER CUI AD OGNI CM DI LUNGHEZZA DEL PESCE CORRISPONDONO 2 LITRI DI ACQUA. SI TRATTA DI UNA REGOLA GENERALE CUI DEVONO SEGUIRE GLI OPPORTUNI CONTROLLI DEI VALORI CHIMICO FISICI DELL’ACQUA DELL’ACQUARIO PER CAPIRE SE LE SOSTANZE AZOTATE PRODOTTE DALLA POPOLAZIONE OSPITATA VENGONO CORRETTAMENTE DEGRADATE DAL FILTRO O SI ACCUMULANO NELLA VASCA CAUSANDO STRESS, INDEBOLIMENTO DELLE DIFESE IMMUNITARIE E LA MANIFESTAZIONE DI PATOLOGIE O ADDIRITTURA DI INTOSSICAZIONE DA SOSTANZE AZOTATE.

HAI DUBBI SU QUANTI PESCI INSERIRE NEL TUO ACQUARIO?

NON IMPROVVISARE E CONTATTA IL VETERINARIO DEI PESCI!

LINEE GUIDA PER L’ALIMENTAZIONE DEI PESCI ORNAMENTALI

I pesci d’acqua dolce sono presenti in moltissime specie e ognuna ha particolari esigenze nutrizionali da rispettare. E’ importante quindi innanzitutto informarsi sulle esigenze specifiche per la specie che viene allevata e poi e’ necessario rifornirsi dei migliori mangimi che siano in grado di soddisfare appieno tali fabbisogni nutrizionali.

MANGIMI SECCHI COMMERCIALI

I mangimi disponibili in commercio sono pratici e bilanciati e devono essere scelti di ottima qualita’ al fine di poter nutrire i propri pesci con ingredienti di qualita’ e di origine controllata. Se la qualita’ del mangime e’ scadente l’apporto energetico puo’ non essere adeguato e puo’ causare delle carenze che si ripercuotono sulla corretta crescita e sulla salute dei pesci allevati.

ASPETTI DA VALUTARE IN UN MANGIME COMMERCIALE

Il mangime deve essere formulato con la giusta quantità’ di nutrienti necessari per la specie e per la fase di vita dell’animale. Ad esempio i mangimi per pesci in accrescimento hanno un tenore proteico del 55% e un contenuto di grassi del 10%. Pesci adulti necessitano invece di quantitativi differenti di proteine e di grassi. Sono disponibili mangimi in fiocchi, in pellet galleggianti, semi galleggianti e affondanti, pastiglie affondanti per pesci che si nutrono sul fondo come ad esempio gli Ancistrus ed e’ necessario fornire ai propri pesci la tipologia più’ corretta di alimento.

Il mangime non deve avere un odore rancido in quanto questo e’ indice di una cattiva conservazione o di un mangime scaduto e quindi da sostituire in quanto non palatabile e potenzialmente dannoso per i pesci. Si consiglia di conservare il mangime in un luogo chiuso e asciutto e di sostituirlo dopo 6 mesi.

MANGIMI SURGELATI

Artemia salina, Dafnia, Chironomus, larve di zanzara e altre tipologie di mangimi surgelati consentono di apportare importanti fonti nutrizionali ai pesci. Devono essere trasportati mantenendo la catena del freddo e scongelati prima della somministrazione. Hanno un valore nutrizionale e una maggiore palatabilita’ rispetto a quelli secchi ma hanno un costo più’ elevato e una gestione più’ complessa.

QUANTO MANGIME MANGIA UN PESCE?

I pesci adulti devono essere nutriti con un quantitativo di cibo compreso tra 1 e 2% del peso dell’animale al giorno; i pesci in accrescimento richiedono un quantitativo di cibo pari al 3% del loro peso corporeo. Come regola generale la grandezza dell’occhio corrisponde a quella dello stomaco di un pesce ed e’ circa pari al quantitativo adeguato di cibo da somministrare. E’ molto importante cibare i propri pesci con un quantitativo corretto di alimento in quanto una sottoalimentazione causa rapidamente problematiche alla salute del pesce mentre una sovralimentazione causa gravi problemi alla qualità’ dell’acqua al cui interno si accumulano sostanze azotate che i batteri nitrificanti del filtro non riescono a smaltire. Anche in questo caso se non vengono poste corrette misure (diminuzione del cibo e frequenti cambi dell’acqua) la salute e il benessere dei pesci vengono ad essere compromessi.

Un utile suggerimento e’ quello di frazionare la dose giornaliera in 2 o 3 somministrazioni in modo da garantire ai pesci un apporto nutritivo continuo durante la giornata.

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